Pedicini

Estremi cronologici: 1423-1882

Consistenza: 67 unità di cui 23 voll. e 44 pergg.

Acquisto dalla libreria Fiorentino di Napoli il 27 dicembre 1965 e 16 marzo 1966

La Famiglia Pedicini

Famiglia Pedicini



L’importanza della famiglia Pedicini nelle vicende storiche e nel tessuto socioeconomico di Benevento nel XVIII secolo è legata alle cariche ricoperte da alcuni suoi rappresentanti nell’amministrazione ecclesiastica della città.

In particolare va ricordato l’abate Imperiale Pedicini, canonico e tesoriere della Chiesa metropolitana, che è "prefetto deputato dal cardinale Orsini sopra le fabbriche di più chiese della città di Benevento" dopo i terremoti del 1688 e del 1702; la stessa carica di canonico e tesoriere della Chiesa metropolitana è in seguito ricoperta da Carlo, figlio di Domizio, che appare essere colui che raccoglie e riordina l’archivio di famiglia.

Non appare invece chiaro il rapporto con i Pedicini di altri documenti, quali il volume relativo alla famiglia dei marchesi Pepe di Nusco o l’altro in cui è rilegata corrispondenza dell’amministrazione comunale di Eboli e che testimonia gli eventi più significativi del secolo XIX: dal decennio napoleonico alle turbolenze del periodo della restaurazione, ai moti carbonari del 1820-1821, alla prima guerra d'indipendenza, fino all'arrivo delle milizie garibaldine e alla successiva lotta contro il brigantaggio.

L’ultima discendente sposa un Ungaro di Cerreto Sannita ed è da questa famiglia che il libraio Fiorentino di Napoli rileva l’intera biblioteca, in cui rinviene l’archivio Pedicini, acquistato poi dal Ministero dell’interno tra il 1965 (n. 16 unità) e il 1966 (n. 5 unità) per il prezzo complessivo di £.110.000.







Famiglia Pedicini

Accanto ai volumi che raccolgono la documentazione relativa alla gestione dei beni della famiglia Pedicini - in particolare del feudo di Locossano e di quelli ricadenti nel territorio dei comuni di Castelpoto, Torrecuso e Vitulano: Chiurrica, Pollaro, Maurella, Palmenta e Campoalfano - e delle famiglie Colle ed Ungaro ad essa collegate, un particolare interesse rivestono le testimonianze dell’attività svolta dai Pedicini nel seno della Chiesa beneventana: il Broliardo di diverse scritture per le esecuzioni delle visite urbane e il carteggio sul Monte delle fabbriche ecclesiastiche, entrambi relativi alla ricostruzione dopo i terremoti del 1688 e del 1702, la Platea del monastero di San Vittorino e la raccolta di Attestati di autenticità di sacre particole.

Nella fase del restauro, che ha riguardato l’intero fondo, sono state sciolte le pergamene che originariamente erano legate a costituire i primi due volumi e che oggi - regestate e inventariate – sono consultabili in riproduzione digitale sul sito www.monasterium.net.







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