Atti demaniali

Estremi cronologici: 1713-1954 - con docc. dal 1484

Consistenza: 272 bb. con 1382 fascc.
n. 25 versamenti effettuati tra il 1955 e il 1968 dal Commissariato per la liquidazione degli usi civici in Napoli

Commissario per la liquidazione degli usi civici in Napoli

Atti demaniali è la denominazione tradizionalmente attribuita – specie in Italia meridionale - ad un complesso archivistico costituito dalla documentazione prodotta o raccolta dai commissari regionali istituiti con legge n. 1766 del 16 giugno 1927 al fine di provvedere con funzioni amministrative e giudiziarie all’attuazione di quanto disposto dalla stessa legge «per l’accertamento e la liquidazione generale degli usi civici e di qualsiasi altro diritto di promiscuo godimento delle terre spettanti agli abitanti di un comune, o di una frazione di un comune, e per la sistemazione delle terre provenienti dalla liquidazione suddetta e delle altre possedute da comuni, università ed altre associazioni agrarie, comunque denominate, soggette all’esercizio di usi civici».

Atti demaniali - Foglianise - 1819


La legge ha dunque una doppia finalità: da una parte accertare gli usi demaniali e civici insistenti sui terreni privati e liquidarli mediante affrancazione, liberando così i proprietari da un vincolo che si ritiene di ostacolo allo sviluppo di una moderna agricoltura; dall’altra definire l’estensione dei demani comunali e frazionali, risolvere le contese di confine tra i comuni limitrofi, rivendicare i territori usurpati dai privati e infine confermare la demanialità delle terre a vocazione silvo-pastorale e ripartire e concedere in enfiteusi i terreni suscettibili di essere destinati ad un’agricoltura redditizia.

La ricchezza del fondo - che si manifesta ad esempio in alcune piante antiche di grande interesse - deriva dalla necessità che tanto i comuni quanto i privati hanno di addurre prove documentali per sostenere le proprie ragioni.

La fonte principale di queste testimonianze è costituita dalla documentazione formatasi ad opera dei commissari ripartitori, incaricati a seguito delle leggi eversive della feudalità promulgate tra il 1806 e il 1808 da Giuseppe Bonaparte di curare le istruttorie per la ripartizione dei territori feudali e lo scioglimento delle promiscuità esistenti fra le università e gli ex feudatari.

Accanto alle relazioni dei periti istruttori, nominati dal commissario, troviamo così i questionari compilati dalle amministrazioni locali su richiesta degli agenti demaniali napoleonici, che insieme forniscono non semplicemente un’analisi della struttura della proprietà e dei cambiamenti che in essa si determinano, ma un esame articolato della realtà dei singoli comuni, della loro storia feudale, delle dinamiche demografiche, delle condizioni economiche e sociali come si evolvono in un arco temporale di più di un secolo.

Il Commissario per la liquidazione degli usi civici in Napoli ha versato all’Archivio di Stato di Benevento tra il 1955 e il 1968 i faldoni relativi ai comuni della provincia, ma, presumibilmente a causa del ritardo con cui è stato istituito questo archivio, una parte della documentazione è stata versata all’Archivio di Stato di Avellino.

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Pagine correlate

Fondi archivistici
ASBN, Atti demaniali, b. 164, fasc. 6 - Pannarano: pianta del demanio universale Montagna - 1810ASBN, Atti demaniali, b. 240, fasc. 9 - SolopacaASBN, Atti demaniali, b. 251, fasc. 6 - Torrecuso: planimetria del fondo demaniale alla Porta San Nicola - 1879ASBN, Atti demaniali, b. 102, fasc. 1 - Foglianise: pianta della quota dei boschi di Santo Stefano e Montedrago spettante al demanio reale - 1819.